Sappiamo tutti che per una buon primo piatto dobbiamo buttare la pasta in “abbondante” acqua bollente. Ma cosa significa, in concreto, il termine abbondante? Ovvero, quanta acqua dobbiamo utilizzare per far sì che la nostra pastasciutta sia da vero chef e allo stesso tempo non sprecarne nemmeno una goccia? La regola c’è, per fortuna, ed è semplicissima: per ogni 100 grammi di pasta serve un litro d’acqua. L’indicazione è preziosa soprattutto quando si è da soli, così da non utilizzare un pentolone eccessivamente capiente pieno fino all’orlo di acqua per cuocere una porzione di spaghetti: non solo è inutile, ma è anche controproducente per la riuscita del piatto.

Meno amidi, meno gusto e più spreco
Eccedere con l’acqua, infatti, rappresenta uno spreco ma anche un “attentato” al gusto. Se l’acqua è troppa, infatti, facciamo un danno al pianeta ma anche al piatto: gli amidi presenti nella pasta si diluiranno eccessivamente e non consentiranno a rigatoni o fusilli di legarsi bene al sugo. Invece un’acqua di cottura ricca di amido è utilissima per addensare il condimento.

Misurare prima di buttare
Ecco perchè vale la pena misurare l’acqua che si versa nella pentola in base alla quantità di pasta da cuocere: per farlo è sufficiente tenere in cucina o una brocca da un litro oppure una bottiglia di vetro vuota o una borraccia: così non si sprecherà il prezioso oro blu e si avrà la certezza di preparare un primo da chef.