Le piante sono una vera boccata d’aria fresca all’interno dei nostri appartamenti: è come portare un angolo di natura nelle nostre case, con tutti i benefici che ne conseguono. Dalla riduzione dell’anidride carbonica e di alcuni inquinanti fino al potenziamento della creatività e del buonumore, è risaputo che piante e fiori fanno bene alla salute. Però, troppo spesso, le nostre piantine non sono belle e rigogliose come vorremmo: foglie ingiallite o appassite, pochi boccioli, un aspetto sofferente… Non sempre la causa è il mancato pollice verde: la “colpa” può risiedere  anche nell’utilizzo dell’acqua. Proprio così: il nostro principale errore potrebbe essere quello di non saperle innaffiare correttamente.

Ogni vaso ha le sue regole
Alcune piante hanno bisogno di bere in abbondanza, altre non necessitano di acqua per settimane, molte si trovano in una sorta di via di mezzo: quando compriamo, informiamoci sulle caratteristiche di ogni singola pianta e sulle sue abitudini. Poi entrano in gioco un’infinità di fattori legati strettamente alla casa, come il tasso di umidità, la temperatura, la disponibilità o meno di luce naturale. In generale, le piante hanno più sete durante la primavera e l’estate che nei mesi autunnali e, sempre in linea di massima, le piante decorative appese richiedono più acqua di quelle appoggiate al pavimento. Per capire quando è arrivato il momento di innaffiare, può essere sufficiente tastare il terreno del vaso con le dita: quando la terra è asciutta, bisogna correre ai ripari. Se la terra è secca è e le foglie stanno appassendo, è probabile che la pianta abbia sete. Ma le foglie appassite, o cadenti e ingiallite, potrebbero anche indicare un eccesso di acqua. Difficile, vero? Ecco perché è importante conoscere le piante che verranno a vivere a noi.

Quando e quale
Il momento migliore per annaffiare è la mattina, così si dà alla pianta il tempo di asciugarsi durante il giorno, evitando la formazione di funghi o muffe. Per le piante collocate vicino alle finestre, e che sono abituate a molta luce, occorre fare attenzione a innaffiare eccessivamente nelle giornate nuvolose poiché il loro fogliame non si asciugherà alla solita velocità. Per quanto riguarda l’acqua da usare, meglio preferire quella a temperatura ambiente o addirittura leggermente tiepida: proprio come noi, difficilmente alle piante potrà piacere una doccia gelata. L’acqua troppo fredda può generare un effetto shock sulle radici, specie per le specie tropicali. Quindi conviene riempire l’annaffiatoio e lasciarlo qualche ora a temperatura ambiente all’esterno, se la giornata è bella, o al calduccio in casa: l’acqua si scalderà e l’eventuale cloro presente evaporerà.