Gli oceani e i loro abitanti hanno bisogno di aiuto contro quel nemico comune che è l’inquinamento, plastica in primis. Nasce dalla percezione di questo bisogno il concept di design soprannominato L’ottavo continente, un’imponente stazione futuristica che dovrebbe essere collocata nell’Oceano Pacifico, per muoversi in base alle onde e raccogliere i rifiuti, favorirne la biodegradazione (o per immagazzinarli) e coltivare piante dissalando l’acqua marina. Il progetto, che ha vinto Grand Prix Award for Architecture and Innovation 2020 della fondazione Jacques Rougerie, è stato ideato dall’architetta slovacca Lenka Petráková. In sostanza, L’ottavo continente è concepito come una piattaforma completamente autosufficiente ed ecologica, alimentata grazie al moto delle onde e ai pannelli solari posti sopra le serre, in grado di ospitare in modo confortevole l’equipaggio in servizio. “Mi sono resa conto di quanto gli oceani siano in cattive condizioni a causa dell’inquinamento e di quante specie che vivono sotto la superficie marina si siano estinte a causa degli effetti delle attività dell’uomo”, ha dichiarato Petráková in un’intervista a Euronews.

Ambiente marino più protetto
Un progetto ambizioso come L’ottavo continente potrebbe migliorare la tutela dell’ambiente marino, riducendo innanzitutto la quantità di plastica, che attualmente secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura è di almeno 8 milioni di tonnellate.

Foto: Fondazione Jacques Rougerie