In occasione della giornata mondiale dell’educazione ambientale, è arrivato nelle sale cinematografiche italiane “Watermark, L’acqua è il bene più prezioso” il documentario che racconta il ruolo fondamentale che l’acqua ha nello sviluppo dei popoli. Diretto da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky, Watermark testimonia con le immagini (stupende) l’importanza dell’acqua, un elemento senza il quale la vita sulla Terra non esisterebbe e che costituisce più del 70% del pianeta e del nostro corpo. Strettamente connesso all’acqua, poi, lo sviluppo e l’evoluzione delle grandi civiltà del passato, nonché i flussi migratori di oggi e gli spostamenti di milioni di persone.
Dalle gigantesche infrastrutture costruite dall’uomo ai sempre più numerosi disastri ambientali, dagli sprechi del mondo ricco fino all’ingegno storico di conservazione e mantenimento del bene acqua, Watermark delinea un quadro di affascinante complessità. 

Un’esplorazione via acqua
Il percorso per immagini porta lo spettatore ad esplorare le enormi fattorie galleggianti al largo della costa cinese del Fujian, il cantiere di Xiluodu, la più grande diga ad arco al mondo, il delta del deserto dove si arena il fiume Colorado, tra le concerie di cuoio di Dhaka. Watermark è la seconda realizzazione della grande opera sull’ambiente firmata dai due registi e promossa in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn, dopo“Antropocene, L’epoca umana” che indagava l’impatto dell’uomo sul nostro pianeta.