Il continuo aumento della popolazione e l’emergenza climatica, tra surriscaldamento e risorse idriche scarse e imprevedibili, rendono sempre più ardua la sfida dello sviluppo, soprattutto nei Paesi poveri. Ma per fortuna non mancano le soluzioni, o almeno i tentativi. Dall’Expo 2020 di Dubai, in calendario negli Emirati Arabi dall’1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022, arriva infatti la notizia del progetto di una casa che produce cibo e acqua. L’opera è apparsa nella parte dell’Expo dedicata alla sostenibilità dell’Expo, nel padiglione olandese “Biotope”, e presenta un sistema integrato che comprende acqua, energia e cibo. L’idea, firmata dallo studio di architettura V8 Architects, è che possa funzionare anche nel deserto, dove peraltro è già stata testata.
La particolare forma del tetto a cono fa accumulare l’umidità presente nell’aria nelle aree desertiche o semi-desertiche, soprattutto durante notte, e la incanala lungo la superficie, riuscendo a dare alle piante che la ricoprono l’acqua necessaria per vivere e produrre. Sì, perché ogni pianta dà frutta, spezie o verdura.

Un “cono alimentare”
Questo “cono alimentare”, com’è stata ribattezzato, è alto ben 18 metri e ricrea un microclima in cui le piante collaborano, perché sono disposte in modo da non intralciare, anzi da agevolare, la crescita reciproca. L’efficienza della casa ideata dallo studio olandese conviene anche per chi la abita. Il fatto che il tetto abbia questa grande camera d’aria per la raccolta dell’acqua e che sia ricoperto di piante, infatti, fa sì che all’interno la temperatura sia sempre gradevole, anche nelle ore più calde.