Basta plastiche, basta microplastiche, basta sostanza inquinanti nei fiumi, nei laghi e nei mari. Sono questi gli obiettivi sul fronte acqua del piano d’azione “Verso l’inquinamento zero”, che la Commissione europea ha adottato il 12 maggio. Il traguardo dell’ “inquinamento zero” e della neutralità climatica è fissato per il 2050, ma per non rendere l’obiettivo un’utopia è stata messa a punto una vera e propria roadmap, che prevede fasi intermedie che toccano tutti gli ambienti e gli elementi, dall’atmosfera, al suolo, all’inquinamento acustico, ovviamente senza dimenticare l’acqua.

Cosa cambia dal 2023
A partire dal gennaio 2023 si avrà (ovviamente perché le cose cambino bisogna cambiare le leggi) la revisione della direttiva sull’acqua potabile, sulle acque di balneazione e sul trattamento delle acque reflue. Nel piano di lavoro anche la pubblicazione di nuove linee guida per l’acquacoltura. Infine, entro il 2023 verrà rivista inoltre la direttiva quadro sulla strategia marina, che comprende norme e limiti sul rigetto in mare di oggetti di plastica, microplastiche e altri contaminanti. Grazie a questi interventi mirati, entro il 2030 i rifiuti presenti in mare, e in particolare i rifiuti di plastica, dovrebbero essere il 50% in meno, con una riduzione delle microplastiche pari al 30%. E da lì, poi, via verso l’obiettivo dell’inquinamento zero, da raggiungere nei 20 anni seguenti.