Su Marte c’è acqua, si sa. Ma non tutti sanno che poco tempo fa ce n’era molta di più, mentre oggi è prevalentemente concentrata in calotte di ghiaccio superficiali o presenti nel sottosuolo. Insomma, anche sul pianeta rosso il clima sembra essere soggetto a mutamenti rapidi, proprio come accade sulla Terra. E la cosa, ovviamente, viene studiata con grande attenzione, visto che al momento Marte è letteralmente affollato da missioni (dalla Cina agli Emirati Arabi, senza dimenticare ExoMars, firmata a quattro mani dall’Agenzia Spaziale europea Esa e dalla russa Roscosmos) tese all’esplorazione e quindi colonizzazione del pianeta.

Cosa è successo lassù?
In base a quanto pubblicato sulla rivista Science Advances, l’acqua originaria avrebbe preso la via dell’alta quota per poi essere disgregata dai raggi ultravioletti solari e dispersa nello spazio. I dati di ExoMars raccolti tra aprile 2018 e aprile 2019 hanno anche mostrato diversi scenari che accelerano la dispersione dell’acqua, dalla grande tempesta di polvere del 2018, che ha spazzato tutto il pianeta, alla breve ma intensa tempesta regionale nel gennaio 2019, per arrivare al rilascio di acqua dalla calotta polare sud durante i mesi estivi, a causa del cambiamento climatico stagionale e annuale. Se le missioni avranno successo, se Marte verrà veramente colonizzato dall’uomo, insomma, sicuramente non mancherà un servizio di “previsioni del tempo”.