Il cambiamento climatico, ma anche le nostre azioni, hanno avuto un effetto dirompente sull’ecosistema marino: dall’inquinamento all’innalzamento delle temperature fino all’acidificazione dell’acqua, i nostri mari e i loro abitanti sono sempre più in pericolo. Per questo ogni anno, l’8 giugno, si celebra la Giornata mondiale degli oceani, indetta dalle Nazioni Unite nel 1992 a Rio de Janeiro al Global Forum, un evento parallelo alla Conferenza dell’Onu sull’ambiente e lo sviluppo che ha offerto l’opportunità alle organizzazioni non governative e alla società civile di esprimere il proprio punto di vista sulle questioni ambientali.

“Rivitalizzazione: un’azione collettiva per l’oceano”
Slogan di quest’anno è “Rivitalizzazione: un’azione collettiva per l’oceano”, che chiama ciascuno nel proprio piccolo a riparare i danni che l’umanità continua a infliggere alla vita marina e ai mezzi di sussistenza che l’oceano fornisce. E su questo, riporta l’Ansa, è incentrata anche la seconda Conferenza delle Nazioni Unite sull’oceano, ospitata a Lisbona dal 27 giugno al 1 luglio dai governi del Kenya e del Portogallo. La tutela dell’oceano è prevista anche dall’obiettivo 14 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile: conservare e utilizzare gli oceani, i mari e le risorse marine nel mondo. Per sostenere i Paesi in questo obiettivo, l’Onu ha proclamato il Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile (2021-2030).