Bere acqua ha solo e soltanto vantaggi: la corretta idratazione è collegata a un peso corporeo generalmente più basso, a migliori prestazioni fisiche, a meno rischi di di calcoli renali. E l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Ora, un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Clinica Nutrition ha evidenziato che una maggiore assunzione di acqua è associata a un minor rischio di incorrere in patologie del fegato come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Si tratta di un problema estremamente diffuso, che probabilmente – secondo le stime – colpisce circa un quarto della popolazione. In termini generici, è una malattia risultato dell’accumulo di grasso nel fegato.  “La ricerca è limitata alla causa della NAFLD e al motivo per cui alcune persone accumulano più grasso nel fegato rispetto ad altre”, spiega il ricercatore Sydney Lappe. “Tuttavia, la NAFLD è stata collegata all’obesità, alla sindrome metabolica, a valori alti di lipidi nel sangue e ad altre condizioni di salute che sono influenzate dallo stile di vita”. La NAFLD spesso agisce come una “malattia silenziosa” con pochi o nessun sintomo. Tuttavia, nei casi più gravi, può causare complicazioni serie.

Uno studio su 16.000 persone
Gli autori dello studio hanno esaminato una popolazione di oltre 16.000 adulti, di cui circa il 20% aveva una nuova diagnosi di NAFLD. Dopo aver controllato le caratteristiche demografiche, i fattori di rischio associati allo stile di vita e le abitudini alimentari, i ricercatori hanno scoperto che le probabilità di avere una diagnosi  di NAFLD erano leggermente inferiori negli uomini che bevevano 4-7 bicchieri di acqua al giorno e notevolmente inferiori negli uomini che ne bevevano più di 7 bicchieri al dì.  I ricercatori non hanno trovato la stessa associazione nelle donne (probabilmente a causa degli estrogeni, ma servono ulteriori approfondimenti). Nel frattempo, però, un dato è certo: bere acqua a sufficienza fa solo bene al corpo e alla salute.