La scarsità d’acqua in Italia minaccia l’agricoltura, settore che nel 2020, secondo l’Istat, ha fatto registrare un valore aggiunto di 31,3 miliardi di euro, al primo posto nell’Unione Europea davanti a Francia e Spagna. Nonostante questo ruolo strategico, il comparto negli anni non ha ricevuto dalle istituzioni le attenzioni necessarie. Risultato, non sono state realizzate le infrastrutture di salvaguardia delle risorse naturali, da cui la mobilitazione di aziende private e associazioni sensibili al tema. Tra queste ci sono Finish, la nota marca di prodotti per la lavastoviglie, e Future Food Institute, centro di eccellenza italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare. Insieme, le due realtà firmano “Acqua nelle nostre mani”, iniziativa nata nel 2019 e sviluppata con l’obiettivo di tutelare il bene acqua, implementando nuove abitudini di consumo e sviluppando progetti concreti a supporto del territorio italiano.

Obiettivo Catania e il Limone dell’Etna
Dopo gli interventi di rifunzionalizzazione idrica effettuati in Cilento nel 2020 a supporto del Pomodorino Giallo e di altre eccellenze agroalimentari locali, quest’anno le attività si concentreranno in provincia di Catania, a sostegno della coltivazione del Limone dell’Etna IGP. Qui, con l’aiuto dell’Associazione del Limone dell’Etna IGP e di Future Food Institute, Finish si impegnerà in un nuovo intervento di salvaguardia dell’acqua, risorsa cruciale per la tutela del patrimonio agricolo italiano. Inoltre, una call to action ha selezionato i migliori progetti degli  imprenditori locali. Per coltivare molto e irrigare il meno possibile, ovviamente.