Il clima è sempre più imprevedibile, così come le precipitazioni di neve e pioggia durante l’arco dell’anno. Fatto sta che i fiumi e i laghi italiani sono “a secco”, con una portata d’acqua decisamente inferiore rispetto a quella del 2021, specie nell’Italia settentrionale. Lo segnala l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Come riporta Ansa, confrontando i dati 2021-2022 dei grandi bacini naturali del Nord, oggi tutti sotto media, si può notare come, ad eccezione del lago di Como, le differenze siano notevoli: 12 mesi fa, Garda ed Iseo erano quasi al colmo di piena come il Maggiore, cui oggi manca invece un buon 50% del volume d’acqua presente l’anno scorso (attualmente è al 39,5% di riempimento) e che, permanendo le attuali condizioni, segnerà prossimamente nuovi record di altezza idrometrica minima.

Poca neve
In Valle d’Aosta, temperature che sfiorano i 30 gradi favoriscono lo scioglimento della neve, che sta rimpinguando i corsi d’acqua della regione. A non godere dello scioglimento di un seppur insufficiente manto nevoso, pare essere il fiume Po tornato su valori minimi, attorno al 30% della media. In Piemonte calano i livelli dei principali fiumi. In Lombardia la neve che va sciogliendosi è circa il 62% in meno di quella normalmente presente nel periodo. Il Veneto resta una delle regioni maggiormente in difficoltà idrica con tutte le conseguenze. Scendono a livelli da piena estate le portate dei fiumi toscani. Anche i corsi d’acqua marchigiani mostrano primi segnali di difficoltà. Nel Lazio esigue le portate di Tevere, Aniene, Liri e Sacco, non migliora la situazione del lago di Bracciano. Prosegue la nota dell’Ansa evidenziando che in Campania, il rischio di siccità resta presente soprattutto nelle aree settentrionali della regione. Un leggero incremento nei volumi invasati si registra per le dighe della Basilicata, mentre quelle pugliesi calano di quasi 3 milioni di metri cubi in una settimana. In Sicilia rimane positiva la condizione complessiva degli invasi.