In Italia, solo per 2 italiani su 10 la scarsità idrica è un problema reale. Circa la metà dei nostri connazionali sottostima i consumi personali di acqua, senza rendersi conto degli sprechi, e appena il 3% ha una reale percezione del consumo familiare. Sono alcuni dei dati del progetto “Acqua nelle nostre mani” di Finish-Ipsos, nato per aumentare la consapevolezza sulla nostra risorsa più preziosa. Condotta in piena pandemia, nel gennaio 2021, la ricerca mette in luce una serie di variazioni, per fortuna non tutte negative, rispetto all’anno precedente. Ad esempio, chi possiede la lavastoviglie ha imparato a non sciacquare i piatti prima di riporli nell’elettrodomestico: questa buona abitudine è aumentata del 4% in un solo anno (dal 26% del 2020 al 30% del 2021). Percentuali che determinano un risparmio d’acqua di ben 38 litri ad ogni lavaggio che, come scrivono i relatori, “se calcolato sulla media di utilizzo della macchina in una settimana (4,56 volte) porta ad un risparmio aggiuntivo di oltre 6 miliardi di litri d’acqua in un anno, e corrisponde all’incredibile dato di circa 2.500 piscine olimpiche”.

C’è ancora molto da fare
Purtroppo, però, solo il 22% degli intervistati è consapevole che l’Italia si troverà presto in una condizione di grande stress idrico (nel 2040, secondo le previsioni del World Resources Institute), mentre il 52% è convinto che siamo “ancora in tempo per cambiare le cose” e addirittura l’11% pensa che queste previsioni siano false e soltanto “mosse utili a diffondere paura tra le persone”. C’è ancora molto da fare, insomma, e soprattutto c’è molto da fare tra i giovani, che nonostante una diffusa sensibilità sui temi ambientali sono poco consapevoli del tema acqua. In base ai dati della ricerca, infatti, sono soprattutto gli over cinquanta a dichiarare di avere sempre più a cuore l’acqua: il 59% nella fascia 18-34, il 60% in quella 35-44, 68% tra i 45-54 e ben il 77% in quella 55-65 anni.