Bere tanta acqua è importante, lo sappiamo. Soprattutto per alcuni, però, seguire questa buona regola può non essere così semplice, né così spontaneo, magari perché dopo un po’ l’acqua “in sé e per sé” stanca o perché non si avverte lo stimolo della sete. In questi casi si può variare ricorrendo a infusi, tisane e decotti che no, non sono la stessa cosa. Ecco allora in cosa consistono e come si preparano queste bevande salutari che permettono di arricchire la preziosissima acqua – ovviamente purissima e leggera, esattamente quella che è possibile avere a casa propria, sempre, con un purificatore a osmosi inversa di IWM – con principi attivi utili per il benessere dell’organismo. Innanzitutto, nella grande maggioranza dei casi, quando parliamo di tisana intendiamo in realtà un infuso, che si ottiene facendo macerare in acqua bollente le parti più tenere della pianta, come foglie, fiori e frutti nella loro forma essiccata. Dopo alcuni minuti di infusione, si filtrano o più semplicemente si estrae la bustina. Anche nei casi in cui le erbe vengano lasciate macerare in alcool, anziché in acqua, si parla sempre di infuso, come nel caso dell’infuso di rabarbaro.

Quando l’acqua… scotta
Al contrario dell’infuso, il decotto prevede che le erbe o le parti della pianta scelta vengano fatti bollire con l’acqua. In questo caso di solito si utilizzano le parti più dure del vegetale, come la corteccia, i semi o le radici. Il decotto si prepara immergendo le parti della pianta in acqua fredda che viene poi portata ad ebollizione a fuoco basso. A questo punto si lascia sobbollire per qualche minuto. Prima della consumazione il decotto va filtrato.
Attenzione però a non eccedere. Anche se gli ingredienti sono completamente naturali (acqua e parti di vegetali), bisogna ricordare che le erbe contengono principi attivi che, anche se solitamente in modo blando, agiscono esattamente come i farmaci. E quindi sì a un infuso di betulla per sgonfiare le gambe riducendo la ritenzione idrica e sì alla malva per rendere più attivo l’intestino ma… senza esagerare, come del resto il buonsenso suggerisce sempre.