L’acqua di San Giovanni, nota anche come acqua di San Giovanni Battista, è un’antica preparazione a base di erbe e fiori che viene tradizionalmente preparata per il giorno di San Giovanni, che cade il 24 giugno. San Giovanni Battista è considerato il patrono dei guaritori e il protettore dalle malattie, ed è per questo che l’acqua di San Giovanni veniva utilizzata per scopi curativi.

A cosa serve?
Questa acqua considerata miracolosa dovrebbe essere preparata nella notte che cade fra il 23 e il 24 giugno, notte in molte culture ritenuta “magica” perchè legata al solstizio d’estate. L’infuso che si ottiene dai fiori e dalle erbe spontanee raccolti nei prati, secondo la tradizione popolare, può essere utilizzato per lavare viso e mani – un po’ come in una purificazione -, per tamponare zone dolenti o come elisir per favorire la salute e la prosperità. La leggenda vuole che abbia proprietà curative e che possa richiamare fortuna e amore. 

Non esiste una ricetta unica
Non esiste una “ricetta” fissa, dato che ogni regione – se non paese – ha la sua. Per provare a fare l’acqua di San Giovanni in versione moderna – ovvero senza rischi per la salute – ecco qualche dritta. Innanzitutto fiori e piante aromatiche devono essere perfettamente puliti e lavati sotto l’acqua corrente, meglio se trattata con un purificatore a osmosi inversa di IWM per non alterare i profumi. Allo stesso modo l’acqua va bollita, per una migliore igiene. In base alla tradizione, invece, la ciotola d’acqua con le piante in infusione andava lasciata all’aperto tutta la notte. 

Come si prepara
In ogni caso, servono erbe aromatiche profumate come lavanda, timo, rosmarino, salvia, iperico, camomilla e menta; 1 litro d’acqua pura; una ciotola di vetro; un filtro; bottiglie in vetro. Il procedimento è semplice: si porta l’acqua ad ebollizione in una pentola; vi si versano le erbe aromatiche e i fiori colti e vi si lasciano in infusione per 15 minuti circa; si toglie la pentola dal fuoco e si lascia raffreddare l’infuso. A questo punto, l’acqua va filtrata e poi trasferita nella ciotola di vetro. Volendo, l’acqua in eccesso – che non va conservata – può essere travasata in bottiglie di vetro e regalata agli amici. Il consiglio? Utilizzarla come acqua profumata per le mani entro un paio di giorni!