Rispetto alla grande maggioranza delle molecole, l’acqua ha “strane” proprietà. Ad esempio ha una forte tensione superficiale (è quella che permette a molti insetti di “pattinarci” sopra), una grande capacità di immagazzinare calore (da cui deriva l’effetto mitigatore sui climi più rigidi) e una bassa densità nella forma solida (caratteristica che permette la conservazione della vita anche durante i periodi di grande freddo). Per la prima volta, da poco si è scoperta l’origine di tutte queste particolarità uniche. Il “segreto”, come riporta l’Ansa, è nei legami quantistici, degli “strattoni” che le molecole si danno quando vengono eccitate. Usando fasci di elettroni, un gruppo di ricerca internazionale guidato dal Centro d’Accelerazione Lineare di Stanford (Slac), ha osservato in slowmotion quel che avviene durante i legami tra le molecole. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature e sono appunto fondamentali per comprendere gli strani comportamenti dell’acqua, fondamentali per la vita sul pianeta.

Analisi in slowmotion
Per analizzare quel che avviene tra le molecole, i ricercatori hanno posto sotto la ‘luce’ di elettroni ad alta energia dei sottilissimi getti d’acqua (di appena 100 nanometri, ossia 1.000 volte più sottili di un capello) e creato una sorta di slowmotion per analizzarne il comportamento. I dati hanno indicato che quando le molecole vengono ‘illuminate’ si generano delle particolari vibrazioni che portano inizialmente gli atomi di idrogeno ad attrarre quelli di ossigeno e subito dopo a spingerli via con forza, espandendo così lo spazio tra le molecole. “Sebbene si sia ipotizzato che questo cosiddetto effetto quantistico nucleare sia al centro di molte delle strane proprietà dell’acqua, questa è la prima volta che viene osservato direttamente”, ha detto Anders Nilsson, uno degli autori del lavoro.