A tutti è sicuramente capitato di non riuscire a ricordare il nome di un attore, il titolo di un film o di un libro, ma anche di non riuscire a visualizzare dove si sono lasciate le chiavi della macchina… Si tratta di cali di memoria molto comuni, ma comunque “antipatici” e che potrebbero essere causati da un principio di disidratazione. Proprio così: quando il nostro organismo ha bisogno di liquidi, anche se noi non percepiamo ancora lo stimolo della sete, il cervello non funziona al meglio delle sue possibilità. Anche un calo di meno del 2% nell’idratazione necessaria può portare a difficoltà con la memoria a breve termine e con la concentrazione: anche una minima disidratazione, quindi, può avere un grande impatto sulle nostre capacità.   

Idratazione per la concentrazione
L’acqua svolge un ruolo fondamentale nelle attività di tutti i nostro organi, e il cervello non fa eccezione. Per mandare correttamente i suoi “messaggi” al sistema nervoso, il cervello ha bisogno che gli elettroliti – gli incaricati a portare in tutto il corpo questi segnali – funzionino al meglio: e la mancanza d’acqua ne compromette, anche in maniera seria, la funzionalità. La disidratazione si manifesta quindi con una strana sensazione di stanchezza, mal di testa ricorrenti, fatica a concentrarsi, perdita di memoria a breve termine, confusione. Ecco perché è importante bere durante l’intero arco della giornata, a cominciare dal mattino: consumiamo acqua anche durante la notte e al risveglio il nostro corpo registra già un deficit idrico. Meglio correre subito ai ripari!