Si dice statua e si pensa a qualcosa di eternamente fisso e immobile. Si dice acqua e si pensa alla pioggia che cade, alle onde del mare, allo scorrere del fiume… insomma a un continuo movimento e una continua trasformazione. Abbinare questi due “estremi” è una delle essenze poetiche dell’artista polacca Malgorzata Chodakowska, tra le cui mani zampilli d’acqua diventano ciocche di capelli, bandiere svolazzanti, ali di angelo, gonne che si gonfiano al vento.

Uno “scheletro” di argilla
Come ha spiegato la stessa Chodakowska, ogni statua nasce da un modello di argilla che, quando ha raggiunto la forma desiderata, viene “attraversato” da speciali canaletti che permetteranno, a seconda della rappresentazione, di fare uscire i getti d’acqua che daranno vita e dinamismo alla statua. Terminata questa parte di lavoro, la scultura viene ricoperta di bronzo, acquisendo così l’aspetto definitivo.