Sotto l’oceano Atlantico c’è una grande riserva d’acqua “quasi dolce”, così grande da avere un volume simile a quello del lago Vittoria, tra Tanzania e Kenya. La scoperta, resa nota da uno studio appena pubblicato sul Scientific Reports, è avvenuta grazie all’impiego dell’elettromagnetica marina, tecnologia sino ad ora utilizzata per la ricerca degli idrocarburi in mare. E proprio come è stato fatto in passato per il petrolio, ora si punta a individuare nel modo più preciso le risorse, in modo da favorirne lo sfruttamento nei prossimi anni.

Una risorsa inaspettata
Come riporta il National Geographic, questo”nuovo” giacimento di acqua potrà essere destinato a scopi industriali, ma anche agricoli e addirittura umani, per dissetare fasce di popolazione che faranno sempre più fatica a trovare questa risorsa.
“La ricerca è interessante perché è molto innovativa – ha spiegato Federico Spagnoli, ricercatore del Cnr Irbim di Ancona – fino ad ora infatti avevamo un’idea piuttosto vaga di questi depositi, e sempre ‘a spot’, cioè dai dati raccolti dai singoli pozzi petroliferi. L’acqua che hanno rilevato i colleghi americani proviene dal continente e fluisce, poco a poco, nelle rocce e nei sedimenti sottomarini. All’interno di questi sistemi sono presenti anche faglie che fanno risalire dalle profondità terrestri acqua più salata, perché è entrata in contatto con depositi salini sottostanti”.