Inquinamento, traffico e disponibilità di risorse, tra cui ovviamente l’acqua. Sono le grandi città il terreno più impegnativo della battaglia per la sostenibilità, un ambito al momento dominato da un esempio particolarmente virtuoso, Singapore. Fino a pochi anni fa la metropoli era costretta a importare acqua dalla Malesia anche solo per rispondere ai bisogni primari, ovvero gli usi domestici. La città-stato, infatti, non dispone di sorgenti e ha riserve idriche davvero limitate. In pochi anni, però, le regole di costruzione sono cambiate.

Architetture che recuperano la pioggia
Oggi il 70% degli edifici realizzati ha tetti e marciapiedi in grado di catturare l’acqua piovana, che viene poi indirizzata verso 18 grandi punti di raccolta, dove viene trattata da impianti di purificazione che la rendono potabile. Anche l’aeroporto di Changi, considerato tra i migliori al mondo, ha adottato tecniche simili per recuperare l’acqua piovana, sia per l’irrigazione dell’area circostante sia per altri utilizzi. In questo modo, con innovazioni e investimenti, l’indipendenza idrica è servita. E l’ambiente ringrazia.