Nel bosco, tra massi e cespugli di felci. Al primo sguardo nessuna cascata sempre più naturale di quella delle Marmore, a pochi chilometri da Terni, nella verdissima Umbria. Ma non è così, almeno non in senso stretto. Furono infatti i Romani, nel 271 a.C, a progettare e realizzare il salto d’acqua, in seguito più volte modificato nel corso dei secoli. A ideare l’opera, in particolare, fu il console Manio Curio Dentato, con un canale in grado di far defluire le acque del fiume Velino verso il salto naturale di Marmore, allo scopo di rendere più asciutta e più salubre la Piana Reatina.
La Cascata delle Marmore come la vediamo oggi fu completata nel XVIII secolo ma il flusso venne definitivamente regolato tra il 1938 e il 1939.

Acqua sotto controllo
Le acque della cascata sono utilizzate per produrre energia idroelettrica e pertanto la cascata non è  sempre aperta, né aperta a pieno regime. Un segnale acustico avvisa dell’apertura delle paratoie di regolazione e in pochi minuti la portata aumenta fino a dare al salto d’acqua l’aspetto spumeggiante ritratto in tante foto. La cascata delle Marmore si trova in un parco naturale ed è accessibile sia dal basso (Belvedere inferiore), sia dall’alto (Belvedere superiore) percorrendo bellissimi sentieri.