L’idratazione è importante, si sa. Garantire al proprio corpo il giusto tenore d’acqua significa farlo lavorare nelle migliori condizioni, sia da un punto di vista psicologico, sia fisico in senso stretto. Nonostante tutte le accortezze, però, capita di essere in condizioni di lieve disidratazione. E capita più spesso in autunno e inverno, quando lo stimolo della sete è più debole e quindi è più facile dimenticare la regola degli 8 bicchieri al giorno.

Cosa succede in questi casi?
Come scattano i campanelli di allarme e come reagisce il corpo? Il primo organo ad attivare la spia della sete è il cuore e lo fa ogni volta in cui registra una diminuzione del volume del sangue. Il segnale arriva al cervello che attiva lo stimolo della sete. Contemporaneamente, i reni si mettono in “modalità risparmio”, riducendo la produzione di urine. Nonostante tutto, però, continuiamo a perdere abbondantemente acqua. Se con la pipì si eliminano in media 1,3 litri di acqua al giorno, le feci ne contengono 200 cl e l’umidità presente nell’espirazione fa perdere altri 400 cl. Insomma, non c’è tempo da perdere: subito a bere!