Stop all’inquinamento da plastica, che viene bloccata nei fiumi, prima che raggiunga i mari. E’ lo scopo di Seads, Sea Defense Solutions, il progetto messo a punto dagli ingegneri italiani Fabio Dalmonte e Mauro Nardocci. Si stima infatti che l’80-90% della plastica che raggiunge il mare arrivi proprio dai fiumi, in particolar modo da quelli più grandi come il Gange e il Nilo.
Per dare un’idea dell’entità del problema, che provoca la morte e la sofferenza di moltissimi animali, basti pensare che ogni anno finiscono negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica. Andando avanti così, nel 2050 ci sarà più plastica che pesce.

Il sistema delle “tende”
Seads si basa su una doppia barriera con tiranti d’acciaio e ‘tende’ che affondano nell’acqua per circa un metro, dove riescono a raccogliere i rifiuti plastici sospinti dalla corrente. Le due barriere sono posizionate obliquamente, a distanza di diversi metri l’una dall’altra, in modo da non ostacolare navigazione, se prevista. Una volta intercettata, la plastica viene indirizzata in un bacino di raccolta. Progettato per essere low-cost (Seads ha un costo stimato di 40mila euro) il sistema presenta anche un vantaggio economico per le comunità locali, che possono rivendere la plastica recuperata alle società per il riciclo. Da notare che Seads non costituisce un pericolo per pesci e altri animali, che possono agevolmente passare sopra o sotto le ‘tende’ immerse, senza restare intrappolati.
A Giacarta, in Indonesia, è stata già richiesta l’installazione di Seads. Un prototipo del sistema, realizzato in collaborazione tra università italiane e scozzesi, sarà a breve testato su un affluente del Reno.

Foto Credit: Seads