La cronaca di questi giorni parla chiaro: le violente alluvioni che hanno colpito l’Italia sono causate si dai cambiamenti climatici, ma i danni e, purtroppo, le vittime sono il risultato dell’incuria e della cattiva gestione del nostro territorio. La canalizzazione dei corsi d’acqua, il taglio della vegetazione ripariale, l’occupazione di gran parte delle aree naturali di esondazione sono tra le principali cause che hanno grandemente aumentato il rischio per le popolazioni e per molti centri abitati lungo i fiumi.
Per questo il WWF ha rilanciato la Campagna europea #ProtectWater, mettendo in luce 7 punti che evidenziano le differenze tra fiumi pericolosi e quelli liberi e sicuri secondo il principio che  la natura è la nostra più grande alleata.
La Campagna mira a difendere uno strumento fondamentale per la gestione dei corsi d’acqua europei, la direttiva Quadro acque 2000/60/CE capace di  garantire la tutela della risorsa idrica perché affida il buon governo delle acque ad Autorità di Distretto che operano a livello di bacino idrografico, la scala di intervento più efficace per tutelare i nostri corsi d’acqua e garantire la sicurezza delle persone.

La natura, la nostra alleata
La natura è la nostra più importante alleata contro i cambiamenti climatici e per questo dobbiamo assecondarla e tutelarla. I fiumi naturali, liberi di divagare e di inondare le loro fasce fluviali, con vaste aree boschive sono quelli più sicuri da un punto di vista idrogeologico, poiché conservano una grande capacità autodepurativa, distribuendo con più equilibrio sabbie e ghiaie movimentate con il loro procedere, proteggendo le sponde dall’erosione.