L’acqua è vita e ricchezza: una massima più attuale che mai in questi anni di cambiamento climatico. In questo contesto, prevedere le necessità di fornitura idrica di una comunità in base alle future precipitazioni e la navigabilità di un fiume sono elementi importanti per l’economia e la vita di tutti i giorni. Per centrare il risultato, però, è fondamentale essere in possesso di un grande numero di dati, e saperli interpretare. Ed è proprio quello che fa MobyGis, startup di sette giovani ingegneri italiani insediata al Bic di Trentino Sviluppo a Pergine Valsugana, in Trentino, impegnata a monitorare neve, ghiacciai e corsi d’acqua.

Milioni di dati
In Andalusia, come riferisce l’Ansa, MobyGis collabora con la municipalità di Siviglia per ottimizzare le forniture idriche in base alle previsioni sulla siccità. In Germania, nella regione del fiume Reno, supporta industrie e assicurazioni per cui è importante conoscere quando e quanto il fiume non sarà navigabile per il trasporto merci.
“Tra poco studieremo anche i dati dei Pirenei – racconta Matteo Dall’Amico, fondatore e ceo della startup -. Ci stiamo attrezzando per vendere, oltre ai dati, anche la suite di calcolo e formazione specialistica, specialmente per i mercati più lontani, come il Sudamerica”. Grazie ai modelli previsionali il team può fare affidamento su 256 milioni di dati. “Grazie all’open data, abbiamo accesso a 490 nivometri e oltre 2.100 stazioni meteorologiche, provenienti da stazioni italiane, ma anche di Austria e Germania, generando un totale di circa 256 milioni di record. Se a questi aggiungiamo i dati satellitari raccolti dalla piattaforma Copernicus dell’Agenzia spaziale europea possiamo davvero parlare di big data”.