Stress e vita frenetica rendono la meditazione sempre più “di moda” e sempre più… necessaria. Mettere la mente in stand by, concedendole una pausa da pensieri e preoccupazioni, è infatti una pratica utile per migliorarne l’efficienza, per conservare la memoria e per acquisire una maggiore serenità. Ma non solo: meditare è utile anche per il corpo, come ormai sostengono moltissimi studi scientifici e come ha evidenziato ormai molti anni fa il prof. Umberto Veronesi, il più famoso oncologo italiano. Ovviamente, per imparare veramente la meditazione occorre impegno e costanza, ma si può approfittare delle vacanze – e soprattutto dell’acqua – per avvicinarsi a questa pratica così salutare. Il principio di fondo è quello di entrare in contatto con il proprio corpo, “sentendolo” il più possibile. In questo modo, concentrandosi sulla respirazione e sulle sensazioni che ci arrivano dal corpo, la mente interrompe il suo continuo lavorio, spesso tra l’altro dedicato ad anticipare condizioni ed eventi futuri.

Il potere dell’acqua
Un primo esercizio si può fare al mare o in piscina, semplicemente galleggiando a pancia in su (nella posizione “del morto”), concentrandosi sull’inspirazione (dal naso) e sull’espirazione (dalla bocca, leggermente aperta ed emettendo un piccolo “ah” finale). Ripetere le sequenze di respiro per 5-6 volte crea le condizioni per provare a concentrarsi, progressivamente, sulle sensazioni che arrivano dall’addome (il nostro secondo cervello), dai piedi, dalle gambe e così via. Se l’acqua non è fredda e l’ambiente è tranquillo, si può provare a “sintonizzarsi”, anche se per imparare veramente a meditare occorre una guida.