Ogni anno nel Mar Mediterraneo vengono scaricate circa 229.000 tonnellate di rifiuti di plastica, l’equivalente di oltre 500 container al giorno. È uno dei dati contenuti nel secondo il rapporto “The Mediterranean: Mare plasticum”, pubblicato dall’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (Iucn) e sostenuto dalla Fondazione Mava. Questo disastro, come si legge nel documento, si verifica “principalmente a causa della cattiva gestione dei rifiuti”. Ma non finisce qui, perché “Senza un intervento significativo, questo inquinamento continuerà a peggiorare, raddoppiando per raggiungere le 500.000 tonnellate entro il 2040”. Per fortuna il rapporto – oltre a fotografare lo status quo, quantificando le dispersioni di plastica dei diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo – indica anche la strada da percorrere per invertire la rotta, migliorando la salute del mare nostrum e degli organismi che ne abitano le acque.

No ai sacchetti
“Ogni anno potrebbero essere evitate più di 50.000 tonnellate di emissioni di plastica nel Mediterraneo se la gestione dei rifiuti fosse migliorata secondo gli standard delle buone pratiche globali nelle prime 100 città che contribuiscono all’inquinamento”. Insomma, perfezionare la gestione dei rifiuti, a partire dalla loro raccolta, è il fattore chiave per ridurre i rilasci di plastica nel tempo. Un’altra mossa importante sarebbe poi quella di vietare l’utilizzo di alcuni tipi di plastica. Come si legge nel documento, “Un divieto globale sui sacchetti di plastica nel bacino del Mediterraneo ha il potenziale per ridurre ulteriormente i rilasci di plastica. di circa 50.000 tonnellate all’anno”.