I ragazzi bevono acqua del rubinetto. L’acqua del sindaco è infatti la preferita dai Millennials, come evidenzia la ricerca Open Mind Research 2018 effettuata da Aqua Italia (federata Anima – Confindustria), che dal 2006 commissiona biennalmente a istituti indipendenti di ricerca lo studio sulla propensione al consumo di acqua dell’acquedotto in Italia. I numeri parlano chiaro: il 72,9% dei 18-24enni e il 73,6% di chi ha un’età tra i 25-34 anni, ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi.

Una propensione che cresce
I Millennials (25-34 anni) registrano un forte incremento della scelta, che nel 2016 si attestava al 66,8%, riporta AdnKronos Salute. Tra tutti coloro che la bevono, il 47,9% dei 18-24enni dichiara di farlo sempre o quasi sempre, contro il 41,1% dei 25-34enni. I motivi che spingono a berla sono la comodità (29% per la prima fascia e 29,3% per la seconda), seguita dal minor costo rispetto all’acqua in bottiglia per i Millennials (23,2%) e dal gusto per la generazione Z (23,2%).

Non solo in casa
Anche se un giovane su quattro possiede almeno un sistema di affinaggio dell’acqua, la ricerca ha evidenziato pure quanto i giovani siano propensi a bere acqua trattata del rubinetto fuori casa. Il 27,2% dei 18-24enni e il 27,4% dei 25-34enni la consumano negli esercizi commerciali e, rispettivamente, il 53,7% e il 49,7% la berrebbero se gliela offrissero. Per la prima volta, infine, si è indagato sulla preoccupazione dei giovani nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto. Rispettivamente, il 58,5% e il 55,4% si sono dichiarati preoccupati mentre il 13,1% e il 6,2% non lo sono.