L’acqua arriva in Borsa. Accanto all’oro, al petrolio e ad altre materie prime, la risorsa idrica si è aggiunta ai beni scambiati a Wall Street. Collaborando con Nasdaq, Cme Group ha lanciato il primo future al mondo sulla risorsa idrica, collegato ai prezzi dei diritti sull’acqua in California, un mercato che vale 1,1 miliardi di dollari. Il future, unico nel suo genere nel mondo finanziario, è stato scambiato nei giorni scorsi a 496 punti indice, pari a 496 dollari per piede-acro (corrispondente a circa 1,2 litri). “L’indice (Nasdaq Veles California Water Index) fissa un prezzo spot di riferimento settimanale sui diritti sull’acqua in California, sostenuto dalla media ponderata dei prezzi in base alle transazioni nei cinque mercati più grandi e più attivamente negoziati dello stato californiano” precisa Money.it. “I futures sono regolati finanziariamente. I contratti includono quelli trimestrali fino al 2022, ognuno dei quali rappresenta 10 piedi acri di acqua”.

Già piovono le critiche
I contratti, i primi di questa tipologia negli Stati Uniti, sono stati annunciati a settembre quando il caldo record e gli incendi hanno devastato la costa occidentale degli Stati Uniti, mentre la California stava uscendo da una siccità durata 8 anni. Ovviamente, l’acqua quotata a Wall Street presta il fianco anche a una serie di considerazioni etiche. In estrema sintesi, visto che oggi due miliardi di persone vivono in nazioni afflitte da problemi idrici e che quasi due terzi del mondo potrebbero affrontare la carenza idrica nei prossimi 4 anni, è giusto rendere la risorsa idrica preda di speculazioni finanziarie? Il dibattito è ancora apertissimo.