“E’ sempre stato così, le gare le ho sempre vinte negli ultimi metri”. Quattro volte campione del mondo, il nuotatore Filippo Magnini commenta così l’assoluzione dall’accusa di doping, che arriva poco prima di dare alla stampa “La resistenza dell’acqua”, scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Madron. Nel libro di Sperling e Kupfer uscito poco fa il capitano della squadra azzurra, 55 medaglie e 17 titoli europei, racconta la sua straordinaria avventura umana e sportiva, caratterizzata da una costante passione per l’elemento acqua e per tutto ciò che ha portato con sé, in termini di possibilità, sfida e capacità di resistenza, appunto. “Mi hanno insegnato a non mollare mai – dice ancora Magnini -. Sono sempre stato un atleta e una persona corretta”.

Una carriera tutta nel nuoto
Nato a Pesaro nel 1982, Magnini è stato nominato Cavaliere della Repubblica italiana e premiato con la massima onorificenza, il Collare d’oro al merito sportivo. Appeso il costume al chiodo, Magnini non ha dimenticato la passione per il nuoto, declinandola nel progetto Remind. Insieme al biologo nutrizionista Luca Di Tolla e al campione del mondo di apnea Mike Maric, sono “il team” che mette a disposizione consigli ed esperienze personali per costruire una carriera vincente nel nuoto agonistico. E, se è vero che i maestri sono tutto, il risultato non potrà mancare.

Foto: www.facebook.com/filomagno82/ – ph: Gerardo Gaetani fotografo