Sì al tessuto jeans, bello pratico e sempre di moda, no ai lavaggi eccessivi, dannosi per l’ambiente e in particolare per le acque. È l’invito che emerge da uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Toronto, da poco pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology Letters. In base ai dati presentati nell’articolo, elaborato sulla base di campioni d’acqua prelevati in tutto il territorio canadese, una quantità compresa tra il 12 e il 25% di tutte le microfibre che sono state rilevate provenivano dal tessuto jeans ed erano presenti anche a profondità di oltre 1.500 metri.

Oltre 50.000 microfibre nell’ambiente
Come riporta il Corriere, la ricercatrice Miriam Diamond ha dichiarato che sebbene lo studio sia stato realizzato su dati raccolti in Canada “è ragionevole ipotizzare che i risultati possano essere estesi anche ad altre regioni. Il ritrovamento di fibre nell’Artico dimostra il profondo impatto dell’azione antropica”. In particolare, pare che in media, ad ogni lavaggio, un paio di jeans disperda nell’acqua oltre 50.000 microfibre che, è vero, non sono dannose come le microplastiche, ma hanno comunque un notevole impatto sull’ambiente. Da ricordare quando i jeans non sono più “puliti pulitissimi”, ma neanche veramente da lavare.