Acqua un bene da proteggere. Ecco, in sintesi, il tema del Patto per l’Acqua, il documento presentato a Roma dal Fai – Fondo Ambiente Italiano nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #salvalacqua.
Il risparmio, il recupero e il riciclo delle risorse idriche come priorità, attraverso un modello di gestione più efficiente, agevolazioni fiscali e investimenti, e una maggiore educazione per un uso pubblico e privato più consapevole: sono le azioni principali contenute nel documento.

Una sfida ambiziosa
Per il Fai si tratta di una nuova e ambiziosa sfida, che si muove su due binari: da un lato la richiesta a governo e Parlamento di interventi normativi per una strategia nazionale sull’acqua, a partire dalla Legge di Bilancio in discussione, dall’altro la sensibilizzazione del pubblico su un uso consapevole della risorsa. A questo scopo la Fondazione ha raccolto l’adesione di Aiapp, Anbi, Associazione Comuni Virtuosi, Asvis, Cnr Irsa, Coldiretti, Inu, Nomisma, Energy and Strategy Group del Politecnico di Milano, e poi di Anci, Legambiente, Wwf e Touring Club Italiano.

L’entità degli sprechi
Come riporta La Repubblica, nel nostro Paese “recuperiamo solo l’11% dei 300 miliardi di metri cubi di acqua piovana che cadono sull’Italia. Consumiamo 220 litri di acqua contro una media nord europea di 190 litri. Disperdiamo il 41% del contenuto degli acquedotti. Perdiamo il 23% del totale delle risorse idriche prelevate. A giudicare da questi numeri, dalle sanzioni europee che subiamo per non aver completato il sistema delle fogne e dei depuratori, dagli inquinanti che continuiamo a buttare nei laghi e nei fiumi, sembra che l’acqua non valga nulla”. Non può essere così.

Foto: Fai