Le temperature ancora estive in gran parte d’Italia fanno sì che tante persone possano ancora concedersi bagni al mare. Però, complice anche il caldo, il rischio di fare un brutto incontro con una medusa è sempre presente. Il contatto con i tentacoli urticanti di questi animali è davvero doloroso. Cosa fare per alleviare il bruciore? Lasciando da parte rimedi di dubbia validità, la rubrica anti fakenews a cura della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) dà delle indicazioni precise ed efficaci.

Sì a 20 minuti di bagno caldo
Nel caso di un vis à vis con una medusa, gli esperti suggeriscono di sciacquare la parte con acqua di mare, che ha il grado di concentrazione a cui le cellule dei tentacoli sono abituate, evitando così di farle scoppiare, come può accadere con l’acqua dolce, che rischia di liberare il veleno contenuto nelle nematocisti rimaste nella pelle. Dopo questo intervento, “il provvedimento più utile per ridurre il dolore è l’immersione in acqua molto calda per almeno 20 minuti, sostituendola a mano a mano che si raffredda. Può andare bene anche una doccia, da evitare, invece, il calore di un accendino”. Questo va fatto dopo aver asportato eventuali resti di tentacoli, cosa che va fatta con molta attenzione perché meno dell’1% della tossina si libera al momento del primo contatto: anche qui “alcuni consigliano di strofinare la pelle con un asciugamano o un cartoncino rigido, come il bancomat”. Sbagliato: “meglio usare con attenzione delle pinzette”.