L’impronta idrica (water footprint) è un indicatore del volume totale di risorse idriche utilizzate da un Paese per produrre i beni e i servizi consumati dai propri abitanti. E, ovviamente, tanto più è grande l’impronta idrica, tanto meno il Paese è virtuoso da un punto di vista di ecologia e sostenibilità. Lo stesso ovviamente vale per i singoli, le cui scelte quotidiane (da cosa mettere nel piatto, a come vestirsi) hanno un immediato equivalente in termini di impronta idrica.

Quanta acqua serve per…
A proposito di alimentazione, Legambiente nel suo “Il mondo è fatto di gocce” ha quantificato quanti litri di acqua occorrono per produrre un chilo di un determinato alimento. Per dare un’idea, un kg di patate “costa” 800 litri di acqua, mentre un kg di carne di bovino ne richiede addirittura 15.400. Tutti vegetariani, allora? In realtà, come fa notare l’associazione ambientalista, “ridurre il consumo di carne, anche solo rinunciarvi per una volta a settimana, può dimezzare la nostra impronta idrica”. Attenzione anche al caffè: per produrne un chilo si utilizzano 16.000 libri di acqua, mentre solo 130 ne occorrono per lo stesso peso di lattuga.