Si intitola “Goccia a goccia dal cielo cade la vita. Acqua, Islam e Arte” la mostra che è stata inaugurata pochi giorni fa al MAO, Museo di Arte Orientale di Torino. Perché visitarla? Per approfondire il modo unico in cui questa cultura ha elaborato nei secoli il rapporto con l’acqua.

Un legame profondo
Tra l’acqua e l’Islam c’è infatti un legame antico e intimo, che solo in parte è spiegato da ragioni climatiche (e per un’altra parte dall’eredità di civiltà precedenti). In questa cultura più che mai, infatti, l’acqua evoca la maternità, la pulizia e la purezza, ma anche la sensualità, la nascita e la morte. La mostra, che nasce dal prestito di importanti istituzioni culturali mondiali, è una narrazione attraverso immagini, reperti, libri e miniature della tecnologia, vita quotidiana e arte che per secoli si sono rispecchiate nelle tante, diverse fruizioni dell’acqua.
L’allestimento gioca con il suono e il movimento dell’acqua, per far immergere opere e visitatori in un paesaggio di armonie sonore e visive. Richiamando impianti e simboli, la mostra si suddivide in quattro tematiche principali: la fruizione religiosa, l’hammam (l’acqua che purifica e cura), l’acqua da bere e i giardini.