Altro che colpi di freddo e raffreddori, allenarsi in piscina è un lasciapassare per stare bene, anche in inverno. Ad allontanare i (falsi) timori legati agli allenamenti in acqua è la WAIDID, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, che ha fatto chiarezza sui processi infiammatori che colpiscono chi pratica le discipline acquatiche. Tra le leggende diffuse tra l’opinione pubblica, c’è quella che il nuoto potrebbe provocare l’otite: falso, il problema si può presentare se mancano le basilari regole igieniche oppure in caso di sbalzi di temperatura che contribuiscono a creare il microclima ideale per batteri e funghi. “L’otite media acuta, molto frequente nell’infanzia per motivi legati a caratteristiche anatomiche dei bambini, è un’infezione dell’orecchio che spesso si verifica in concomitanza con un raffreddore o un’infezione alla gola. Nei piccoli la tuba di Eustachio, cioè il canale che collega la gola e le cavità nasali con l’orecchio, è più stretta e più corta rispetto agli adulti. Il risultato è che eventuali batteri o virus presenti in gola o dietro al naso, a causa di un comune raffreddore, raggiungono più facilmente il cosiddetto orecchio medio, una piccola cavità separata dall’esterno dalla membrana del timpano. Da qui il pus e il dolore, manifestazioni tipiche dell’otite” spiega una nota pubblicata sul sito della Federnuoto. A fare la differenza sono invece i fattori immunitari: bambini con un sistema immunitario meno efficiente saranno maggiormente predisposti alla malattia, soprattutto se frequentano asilo nido o scuola materna.

Il nuoto rinforza le difese
Al contrario, praticare nuoto si rivela fondamentale per rafforzare le difese immunitarie perchè aumenta la produzione di linfociti T, in prima linea nella lotta a virus ed infezioni. Il nuoto, inoltre, risulta particolarmente indicato per i bambini con asma bronchiale in quanto l’immersione in acqua favorisce l’espirazione e l’incremento della ventilazione polmonare risulta moderato. “Il sistema immunitario ha il compito di difendere l’organismo da agenti infettivi e di regolare il processo infiammatorio – ha spiegato Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Parma e presidente Waidid -. Attraverso un’attività fisica moderata, la risposta dei linfociti è migliore nella difesa contro gli agenti patogeni. Già con una sola seduta di attività fisica, infatti, avvengono importanti cambiamenti tra i globuli bianchi capaci di generare e modificare gli anticorpi che riconoscono antigeni specifici sulla superficie dei patogeni, neutralizzandoli. Questo significa che muoversi rende più forte il sistema immunitario e, di conseguenza, la protezione da possibili stati infiammatori o patologici”.