Sta prendendo sempre più piede, anche in Italia, la figura professionale dell’idrosommelier. In pratica, si tratta di un esperto conoscitore delle acque minerali, così come il “classico” sommelier lo è dei vini. In considerazione di una rinnovata sensibilità verso il tema della salute a tavola, le acque in bottiglia vanno assumendo un nuovo ruolo anche nella ristorazione.
L’acqua destinata all’alimentazione è ancora oggi una grande sconosciuta. Quando si ha sete si beve solitamente acqua, assicurandosi unicamente che sia potabile. Al ristorante si chiede acqua minerale, ma la sola distinzione che viene fatta è quella fra “gassata” e “naturale”. A spiegarlo è l’Adam, Associazione Degustatori Acque Minerali, una realtà nata quasi vent’anni fa e fondata da cultori della buona cucina, supportati da uno staff di medici, nutrizionisti, geologi, chimici, tutti profondi conoscitori delle problematiche idriche, soprattutto di quelle relative alle acque minerali.

I corsi per diventare esperti
Non esiste un’acqua uguale ad un’altra e ognuna possiede proprietà e indicazioni ben precise, in grado di rispondere alle personali esigenze di ciascun consumatore. Il nostro palato poi è in grado di percepire chiaramente il diverso sapore fra un’acqua ed un’altra, questo dipende dalla diversa mineralizzazione dell’acqua e viene influenzato anche dal pH e dalla percentuale di anidride carbonica disciolta. Partendo da queste considerazioni l’A.D.A.M. ha avviato un’attività didattico-informativa sul tema delle acque minerali, attivando nello stesso tempo un lavoro di ricerca sui possibili accostamenti “acqua-cibo”. L’associazione organizza corsi di formazione rivolti principalmente agli operatori della ristorazione ma aperti a tutti gli interessati, finalizzati alla degustazione di acque minerali, rilasciando attestati di 1°, 2° e 3° livello. Un’occasione per avvicinarsi a una professione emergente legata a una delle risorse più preziose della Terra, l’acqua appunto.