Oltre l’80% del nostro cervello è composto da acqua. Come se, oltre a occupare la stragrande maggioranza della superficie terrestre, il prezioso liquido inondasse anche la nostra testa, creando l’habitat per funzionare al meglio. Sì, perché il grado di idratazione è fondamentale per mantenere al top le nostre capacità mentali, un aspetto da ricordare anche durante il lockdown, quando il venir meno delle solite abitudini porta spesso a bere meno. Viste le conseguenze, bisogna correre ai ripari.

I rischi della scarsa idratazione
Innanzitutto, un’idratazione anche di poco insufficiente determina un vero e proprio restringimento del cervello. Se non si disseta, si riduce di volume e funziona peggio. Tra le prime conseguenze dello scarso apporto d’acqua c’è il calo dell’umore. Basta infatti una privazione dell’1-2% per diventare agitati e irritabili. Inoltre, la disidratazione si associa a un abbassamento della concentrazione e della memoria a breve termine, oltre che a una minore efficienza nelle capacità di calcolo, come dimostrato da una serie di studi condotti sugli studenti.