Mediterranean house gecko (Hemidactylus turcicus). Closeup

Correre sull’acqua, quasi impossibile, ma non per tutti: il geco, il piccolo animale che nelle sere d’estate vediamo arrampicarsi su muri e soffitti, è anche capace di planare sull’acqua.

Un fenomeno di velocità
Amato perché la leggenda vuole che porti fortuna, il piccolo geco è anche un velocista: scatta a 1 metro al secondo, sia sulla terraferma sia sull’acqua. A svelare come il geco si muova sull’acqua è uno studio pubblicato su Current Biology dai fisici e biologi dell’Università della California a Berkeley assieme ai ricercatori del Max Planck Istitute for Intelligent Systems di Stoccarda e dell’Università di Oxford e della Rockfeller University. Come riporta Rai News, “Il geco corre a pelo d’acqua quando si trova in situazioni di pericolo, per scappare ai predatori come iguane marine, anatre, alligatori. I ricercatori hanno capito, osservando i piccoli rettili, in particolare un piccolo geco asiatico del Sud-Est (Hemidactylus platyurus) che con i suoi 6 grammi è troppo pesante per poter galleggiare sfruttando soltanto la tensione superficiale dell’acqua, come fanno gli insetti, e troppo leggero per darsi la spinta con la forza delle zampe, come fanno gli uccelli acquatici, che i gechi riescono a correre planando sull’acqua tramite la combinazione di meccanismi diversi: il segreto sta nelle zampe, nella pelle e nella coda.

Superpotere naturale
Si tratta di un vero e proprio superpotere naturale degli gechi che scaturisce dalla pelle idrorepellente, dalla conformazione delle zampe e dalla coda che utilizza come propulsore e timone. I ricercatori, utilizzando una vasca, hanno ripreso l’animaletto mentre sfrecciava sull’acqua. E’ venuto fuori che il geco utilizza dalle due alle quattro strategie per muoversi sull’acqua. Inizia sfruttando la tensione superficiale dell’acqua poi muove le zampe come delle pagaie che, formando delle bolle d’aria, lo aiutano a galleggiare. Come terza condizione va considerata la pelle di cui la natura lo ha dotato: liscia, idrorepellente che gli permette di planare sull’acqua. Infine il geco utilizza la coda per darsi la spinta e la stabilità tipica degli alligatori”. Questo studio servirà agli scienziati per progettare i robot di un futuro nemmeno tanto lontano.