E’dall’inizio del 2022 che si parla, giustamente, di caro bollette, in particolare di quelle relative a luce e gas. Ma anche l’acqua potabile sta registrando un aumento dei costi. Lo rivela la rivista di Altroconsumo, Inchieste, che ha analizzato la bolletta idrica in 74 province italiane per scoprirne il “peso”. In generale, dall’indagine emerge che la bolletta dell’acqua, che comprende anche i servizi di fognatura e di depurazione, è cresciuta del 10% negli ultimi 4 anni. Se il costo per il bene più prezioso che abbiamo è aumentato in tutta Italia, sorprende scoprire che a Bologna e Milano le tariffe sono invece scese, rispettivamente del -8,9% e-1,8%.

La mappa dei rincari
Incrementi superiori al 20% sono stati registrati a Cagliari, Trieste, L’Aquila e Potenza (quest’ultima detiene il record del +25,9%). Per quanto riguarda l’impatto che le bollette dell’acqua hanno sulle famiglie italiane, il report segnala che a Milano un nucleo di tre persone ha speso nel 2021 circa 140 euro; nella gran parte delle alte città, invece, la stessa famiglia spende tra i 300 e i 400 euro all’anno. In alcune città del Centro Italia, poi, si superano addirittura i 600 euro annui per nucleo familiare. 

Le cause dei rincari
Perchè spendiamo di più? La risposta arriva sempre dalla rivista di Altroconsumo, che ha intervistato Silvia Meniconi, insegnante di Idraulica presso l’Università degli studi di Perugia. “Il 22% delle infrastrutture idriche italiane ha superato il tempo di vita utile e il tasso di sostituzione è molto inferiore alle reali esigenze. Il contesto è complesso e mancano le risorse, ciononostante, alcuni passi avanti si stanno compiendo, soprattutto sul fronte della consapevolezza e della mappatura dell’entità del problema. Inoltre, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha destinato 900 milioni al miglioramento delle reti idriche. Possono sembrare tanti in realtà, per il tipo di infrastruttura e per le condizioni in cui versa, non è così”.