Originiamo dall’acqua, cresciamo nell’acqua nella pancia della mamma e… nuotare ci fa bene. Fin da piccolissimi. Già, stare in acqua favorisce lo sviluppo psico-motorio dei bambini e li e li più intelligenti.

Il consiglio del pediatra
Il pediatra milanese Italo Farnetani consiglia mamme e papà su cosa fare con i cuccioli di casa: “Metterli a bagno il prima possibile”. “Il mare è l’ideale, meglio della piscina – suggerisce l’esperto, sentito dall’Adnkronos Salute. Dopo la nascita del bambino l’unica cosa di cui accertarsi prima del debutto in acqua – se la stagione lo consente – è che la ferita del cordone ombelicale si sia rimarginata.
Per quanto riguarda la durata del bagnetto, resta valida la tecnica “della nonna”: “Quando il bambino ha i brividi è arrivato il momento di tirarlo fuori dall’acqua”.

Primi tuffi con mamma e papà
“I piccolissimi diventano più intelligenti in acqua – assicura il pediatra – Nei primi mesi di vita i bimbi non sono in grado di `afferrare´ le cose, mentre con l’acqua riescono a giocare: è qualcosa che possono toccare, senza avere problemi perché non sono in grado di “prenderla in mano”. L’uso del tatto e dei riflessi stimolano il cervello”, favorendo anche lo sviluppo motorio e il rilassamento del bebé. Grazie al potere calmante del liquido, spiega Farnetani, sono garantiti sonni tranquilli. Al “primo appuntamento” con l’acqua mamma e papà devono rigorosamente essere presenti.
“Il bambino non ha paura di nulla se è con i genitori”, per questo motivo è così importante stare vicino ai piccoli, aiutandoli a prendere confidenza con l’acqua. Con un approccio graduale all’elemento liquido, in braccio a mamma o papà: “Il bambino deve adattarsi gradualmente all’acqua, e la responsabilità è dei genitori che devono far sì che queste prime esperienze non diventino un trauma”, precisa l’esperto.