Che l’idratazione sia importante, a tutte le età, lo sappiamo bene. Ma ora arriva la conferma di quanto un corretto apporto di acqua sia fondamentale per la crescita dei più giovani. I bambini che bevono la giusta quantità di acqua risultano infatti più “smart” rispetto ai coetanei che non lo fanno. Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha effettuato degli esperimenti su due gruppi di bambini tra i 9 e gli 11 anni di età: al primo era stata limitata l’assunzione di acqua, invece al secondo era stato fatto assumere il giusto quantitativo. I risultati, riportati da Ansa, hanno mostrato che i bambini con maggiore idratazione hanno ottenuto risultati migliori sulle attività e i test effettuati ed hanno riscontrato una maggiore flessibilità cognitiva. Come a dire che l’acqua fa bene non solo al corpo, ma anche alla mente.

Insegnare a bere bene
Questo periodo di quarantena a casa, sottolineano gli esperti, può quindi rappresentare l’occasione perfetta per insegnare ai giovanissimi a idratarsi in maniera corretta, abituandoli a tenere a portata di mano un bicchiere d’acqua. Acqua pura, naturalmente: come quella che si ottiene direttamente a casa se si installa in cucina un purificatore a osmosi inversa, come quelli di IWM che propone modelli capaci di produrre un’acqua pulita, sana, demineralizzata e dal pH del tutto simile a quello del latte materno e del sangue. Tra l’altro, i bambini – che spesso avvertono poco lo stimolo della sete – tendono a sudare di più rispetto agli adulti: e questo è un altro ottimo motivo per far loro reintegrare i liquidi persi. Anche a casa, bisogna ricordarsi di bere!