Tutti i genitori hanno a cuore la salute dei loro bambini. E, una delle domande che più di frequente i pediatri si sentono rivolgere è: “che acqua posso far bere a mio figlio?”.

In generale, per i bambini piccoli è consigliato scegliere un’acqua oligominerale con un Residuo Fisso a 180 °C compreso tra 50 e 500 mg/l. Si tratta di acque con un minimo contenuto di sali minerali (è questo che indica il residuo fisso). Sulle acque imbottigliate questo valore è scritto infiocchetta, mentre per l’acqua dell’acquedotto si possono ottenere tutte le informazioni in merito alla composizione sia dall’ente gestore del servizio idrico sia dal proprio comune.

Quella casalinga è più sicura
In moltissimi posti d’Italia l’acqua potabile è buona. La sua qualità è certificata dai controlli che vengono effettuati sulla rete idrica, molto più frequenti rispetto a quelli dell’acqua minerale, per la quale è previsto un solo controllo l’anno. Come dire, e sembra un paradosso, l’acqua del rubinetto è più sicura rispetto a quella imbottigliata. Non solo: optare per l’acqua del rubinetto è anche una scelta ecosostenibile, importante per il futuro dei bambini, e decisamente economica: recenti studi rivelano che una famiglia può risparmiare circa  400 euro in un anno. In ogni caso, anche l’acqua casalinga andrebbe conservata in bottiglie o brocche di vetro piuttosto che in plastica.