Vero disastro ecologico, gli incendi da tempo in atto in Australia mettono a rischio anche l’acqua potabile. Oltre provocare la perdita di biodiversità e intere foreste, i roghi che stanno devastando il Nuovissimo Mondo causano anche interruzioni di energia, impedendo trattamenti come la disinfezione con cloro che rendono poi l’acqua sicura da bere. Ad esempio, agli abitanti di alcune città della costa meridionale del Nuovo Galles del Sud, come Eden e Boydtown, è stato consigliato di far bollire l’acqua prima di berla, usarla per cucinare e lavarsi i denti.

Problemi a lungo termine
Inoltre, i roghi stanno determinando problemi di lungo termine anche per i bacini idrologici, che si trovano spesso in aree boschive e per questo sono facili preda delle fiamme. Ma la cenere degli incendi boschivi contiene in grande quantità sostanze come azoto e fosforo, che determinano la crescita di cianobatteri, a loro volta all’origine di una serie di problemi di qualità dell’acqua, tra cui cattivo gusto e cattivo odore.
Infine, molti impianti di trattamento delle acque includono processi per filtrare le piccole particelle sospese, che però dopo gli incendi risultano molto più numerose. Al momento, però, non si riesce a tenere il ritmo in questo processo di ricambio. A questo punto, le autorità potrebbero porre dei limiti al consumo di acqua potabile.