Arte marziale di origine cinese, il Tai Chi ha anche una versione in acqua, l’Ai Chi, secondo gli esperti ancora più salutare e rilassante. E il merito, ovviamente, è proprio dell’elemento acqua, che rende i movimenti più fluidi, trasformando gli esercizi in una specie di danza in grado di pacificare la mente e di sciogliere muscoli e articolazioni. Mentre il Tai Chi ha una tradizione secolare (e peraltro prima di essere riconosciuta come disciplina a sé ha assorbito elementi di medicina e di respirazione), l’Ai Chi è una disciplina recente. È stata infatti creata all’inizio degli anni ’90 da Jun Konno, ex trainer della nazionale olimpionica di nuoto giapponese, in seguito direttore dell’ Aqua Dinamics Institute di Yokohama. Nell’Ai Chi, i movimento calmi del Tai chi vengono “danzati” in acqua tiepida (a 35°) e bassa (120 cm), ripetendo in diverse sequenze le 19 “kata” (ovvero le “forme” del Tai Chi). All’inizio si imparano le posture e i movimenti base, che vengono poi coordinati con il respiro. Solo a questo punto si ripetono le sequenze, fino a quando la “danza” genera uno stato di grande serenità e flessibilità.

Ai come amore
Infine, una curiosità: l’ideogramma giapponese “Ai” vuol dire amore. Anche per questo l’Ai Chi, più che una semplice disciplina sportiva, è considerato una pratica e compassione e amore verso se stessi, gli altri e la natura. Secondo la teoria, infatti, praticandolo con costanza si attiva un processo di chiarezza mentale e di auto-guarigione che aiuta ad invidividuare (oltre che nei ritmi stressanti, spesso nel pensieri e nei giudizi) le ragioni del malessere emotivo e della rigidità fisica.