Aeroporti plastic free: sempre più scali dicono addio alle bottigliette d’acqua preconfezionata a favore di fontanelle dove ricaricare la borraccia. Anche perché negli aeroporti del mondo c’è uno spreco mostruoso di bottiglie d’acqua, visto che non si possono imbarcare sui voli e al check in devono per forza essere consumate o buttate. Con costi stratosferici per hi vuole bere quando arriva ai gate:  i prezzi di una singola bottiglietta d’acqua infatti, all’interno degli aeroporti internazionali, possono arrivare a 3,50 euro. Però le cose stanno cambiano velocemente e, per contrastare l’inquinamento da plastica, da qualche tempo gli aeroporti internazionali si stanno attrezzando per la ricarica di acqua.
Fra gli ultimi a sposare questo tipo di soluzione che va incontro sia alle tasche sia alla salute dei passeggeri è l’aeroporto di Manchester. I primi di maggio lo scalo inglese ha infatti annunciato di aver aderito alla campagna di Refill, associazione inglese che con app e mappe promuove la possibilità di rinunciare alle bottigliette di plastica indicando fontanelle, punti d’acqua e zone dove si può riempire la propria borraccia. In Gran Bretagna circa la metà degli scali nazionali, compresi quelli di Londra, si è attrezzata con queste soluzioni.

E in Italia?
Nel mondo la tendenza verso il plastic free sembra essere tracciata: scali virtuosi si contano ovunque, da Varsavia a Sydney, passando da San Francisco ai paesi scandinavi. Per conoscere la mappa delle “fontanelle” negli aeroporti, c’è il sito Wateratairports che, grazie alle segnalazioni dei viaggiatori, raccoglie le informazioni su tutti gli aeroporti dotati di acqua pubblica per poter riempire la propria borraccia. Per quanto riguarda l’Italia, il portale indica la presenza di fontanelle solo negli scali di Roma, Napoli e Catania.