Acqua pura arricchita di aromi e preziose sostanze ricavate da frutta, verdure e spezie. Ecco, in poche parole, la “definizione” delle acque aromatizzate. “Inventate” nel 1996 negli Stati Uniti, con il nome di smart water, le acque aromatizzate stanno conquistando gli altri mercati, a iniziare dai consumatori più giovani. Secondo un’indagine di Market Research Future (MRFR), i principali consumatori di acque aromatizzate sono Stati Uniti, Canada e Messico, ma sono in crescita anche i mercati europei, con Germania, Regno Unito e Francia nelle prime posizioni (e Italia al quinto posto). In netta crescita le previsioni. Il mercato globale dell’acqua aromatizzata, infatti, prevede un aumento costante tra il 2019 e il 2023, anche se i produttori dovranno prestare grande attenzione al tema ecologia, prediligendo le bottiglie di vetro, decisamente preferite da un target che ha a cuore la salute, sì, ma anche l’ambiente.

Acqua pura innanzitutto
Per essere ancora più green, e bere un’acqua aromatizzata perfettamente in linea con i propri gusti, il consiglio è quello di farsela da sé. I principi da seguire sono pochissimi: acqua pura (meglio se trattata con un purificatore a ossi inversa, come Osmotic Zero di IWM), ingredienti freschi e periodo di infusione di 4-5 ore. La bevanda così ottenuta, arricchita con i preziosi nutrienti idrosolubili rilasciati da frutta, verdura e spezie, va conservata al fresco e bevuta entro 24 ore. Qualche idea di ricetta? Il principio base è quello di sbizzarrirsi e provare, tenendo presenti le proprietà degli ingredienti. Per un’acqua aromatizzata dalle proprietà detox e snellenti si può aggiungere limone, lime, pompelmo e cetriolo. Per fare il pieno di antiossidanti, invece, sì a melograno e fragole, magari con l’aggiunta di un po’ di menta per chi ne gradisce l’aroma.