D alla culla alla piscina? Perché no, con le dovute precauzioni e attenzioni. Il nuoto noeonatale, o meglio i corsi di acquaticità per neonati, sono sempre più diffusi e apprezzati. I bambini, anche piccolissimi, sono felici di ritornare nel loro primo elemento e per i neo genitori si tratta di momenti in cui scaricare la tensione della nuova avventura e stringerei importanti legami affettivi. Il tutto, in acqua.

Quando in piscina?
I neonati possono iniziare anche a pochi mesi a fare i loro primi bagni in piscina, ovviamente con il benestare del pediatra. Diversi centri si sono attrezzati con piscine ad hoc, dedicate ai bebè, con temperature più calde rispetto a quelle standard e dimensioni adatte all’acquaticità neonatale. I bambini, che di norma non hanno nessuna paura ad entrare nell’elemento liquido, dovranno comunque essere accompagnati in acqua dai genitori. E mamme e papà potranno immergersi con i loro piccoli anche se non sanno nuotare, poiché le attività si svolgono in acqua bassa. Durante la sessione di nuoto i genitori sono sovente invitati a intraprendere dei giochi con i loro bambini che renderanno più divertenti i passaggi da una fase all’altra.

Fa bene al corpo e allo “spirito”
Tanti sono i benefici del nuoto neonatale, sia a livello emotivo sia livello fisico. Per quanto riguarda gli aspetti emotivi, questa attività rafforza il rapporto fra genitore e bambino, aiuta il piccolo ad avere fiducia in se stesso, stimola tutti i suoi sensi. Sul piano fisico, invece, il “pesciolino” rafforzerà il suo sistemo cardiorespiratorio, potenzierà il suo apparato scheletrico e migliorerà l’equilibrio. E, dopo l’attività, dormirà di più e meglio.