Acqua, per un quarto della popolazione è autentica emergenza. Diciassette nazioni, nelle quali vive più o meno il 25% della popolazione mondiale, stanno attraversando una fase di grave stress a livello di disponibilità di acqua e le loro riserve sono quasi del tutto esaurite. Il grido di allarme arriva dallo studio scientifico diffuso dal World Resources Institute, nel quale si sottolinea che anche metropoli come Sao Paulo in Brasile, Città del Capo in Sudafrica e Chennai in India sono vicine al loro “Giorno Zero”, ossia il momento in cui gli acquedotti saranno vuoti. Tra le aree a rischio, secondo gli esperti, ci sarebbe anche il centro-sud dell’Italia.

Il ruolo del cambiamento climatico

In questo scenario tanto preoccupante, un ruolo chiave è rivestito dl cambiamento climatico e dai suoi effetti devastanti. Oggi le piogge sono più imprevedibili e il rifornimento di acqua meno affidabile. E mentre il clima si fa più caldo in generale, con conseguente maggiore evaporazione dell’acqua, la domanda, che per l’80% riguarda usi a fini agricoli o industriali, continua a crescere. Secondo il rapporto del WRI, le città con oltre tre milioni di abitanti a rischio estremo sono già 33 (oltre 255milioni di persone), ma entro il 2030 si prevede che possa salire a 45, toccando 470 milioni di persone. Anche se il tempo per intervenire è davvero stretto, gli scienziati del WRI rassicurano, affermando che restare senza acqua “non è il nostro destino” e che quindi ci sono già strategie in atto per correre ai ripari.