Acqua del rubinetto per comodità, per bontà e anche per il costo ridotto: sono questi i motivi per cui la maggior parte delle casalinghe italiane opta per l’acqua del sindaco. I dati sono stati estrapolati dall’ultima ricerca di Open Mind Research commissionata da Aqua Italia, che dal 2006 indaga in merito all’acqua a km0. Sono il 63,7% del campione le signore che scelgono di consumare acqua del rubinetto, trattata e non. Di queste, il 36,6% dichiara di berla sempre o quasi sempre.

Dispositivi per il trattamento dell’acqua sempre più diffusi
Probabilmente perché attente alla salute della propria famiglia, il 18,5% delle casalinghe dichiara di avere almeno un dispositivo di trattamento dell’acqua nella propria abitazione (un dato in aumento rispetto alla predente rilevazione). Oggi, il sistema più efficace per “lavare” l’acqua da tutte le sostanze indesiderate è quello a osmosi inversa. Si tratta di un apparecchio che si installa sotto il lavello della cucina e assicura un’acqua di massima qualità, senza sprechi e purificata attraverso un processo naturale. Gli esperti in materia sono i tecnici di IWM, azienda leader in Europa nel trattamento delle acque che produce, commercializza e assicura assistenza di purificatori d’acqua in un’infinità di case in tutta Italia.

Sì all’acqua trattata anche al ristorante
Le casalinghe italiane non hanno remore nemmeno in confronto all’acqua trattata servita negli esercizi commerciali (alberghi, bar, ristoranti): il 20,9% la beve abitualmente e il 47,8% dichiara che la berrebbe senza problemi qualora gli venisse offerta.
Si è anche indagato sulla propensione all’utilizzo dei Chioschi dell’Acqua (le cosiddette Casette comunali) che erogano acqua refrigerata, gasata o filtrata in centinaia di comuni italiani. Dall’analisi è emerso che il 40,5% delle intervistate usa o userebbe il servizio e il 62,8% è aggiornato sulla disponibilità o meno del servizio nel proprio comune di appartenenza.