Sappiamo tutti che l’acqua è fondamentale per stare bene, a tutte le età. Ma un consumo più attento è fondamentale in età più “adulta”, quando – soprattutto le donne – rischiano ad andare incontro all’osteoporosi, la patologia dell’apparato scheletrico che provoca la fragilità delle ossa.  Una malattia che provoca il deterioramento del tessuto osseo e che si può contrastare con un corretto apporto di calcio. L’assorbimento del calcio, però, ha le sue regole, spiega un recente articolo apparso su Il Messaggero. Lo studio condotto dai ricercatori Herbert Bohmer, Horst Muller e Karl Ludwig Resch (pubblicato su Osteoporosis International) e quello dall’équipe di Lucia Bacciottini, Annalisa Tanini e Maria Luisa Brandi (pubblicato su Journal of Clinical Gastroenterology) hanno dimostrato che, a pari quantità di acqua bevuta, l’assorbimento di una concentrazione di calcio superiore a 200 mg mg/l si riduce percentualmente. Sempre le stesse ricerche provano che la presenza di sodio nell’acqua minerale non pregiudica l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino.

Bere per star bene
“L’introduzione di calcio è fondamentale per la prevenzione – ha dichiarato al quotidiano romano la professoressa Maria Luisa Brandi, presidente Firmo-Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso – dobbiamo riuscire a introdurre le quantità giornaliere raccomandate. Prenderlo dall’ambiente non è facile, è presente in pochi alimenti. Rischiamo tutti di andare in carenza. Una sorgente naturale di calcio, peraltro senza calorie, è l’acqua, berla diventa così un modo per rispettare l’introito quotidiano. Peraltro, è universale. Non c’è nessuno che non beva, magari poco ma tutti lo fanno». L’acqua, insieme a uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata, è quindi fondamentale per conservare le propri ossa sane e forti.